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January 29
9 Dicembre 2008
Buone notizie, o meglio speranze, per chi si e' visto sequestrare o confiscare negli anni passati il motorino per piccole violazioni al Codice della strada. Il Governo Berlusconi, tramite il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, si e' impegnato a restituire i ciclomotori sequestrati a causa della legge n. 168 del 2005, ora non piu' in vigore. Rispondendo ad una interrogazione parlamentare, presentata per noi dalla senatrice Donatella Poretti, il ministro scrive:
Concordando con quanto rilevato nell'interrogazione cui si risponde e con il preciso intento di consentire a coloro che fossero incorsi nel sequestro del veicolo per violazione dei suddetti articoli, prodromico alla confisca prima dell'entrata in vigore delle modifiche apportate dalla legge n. 286/2006 di rientrare in possesso del veicolo, e' ferma intenzione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di inserire una specifica norma in tal senso in un prossimo intervento di modifiche del Codice della Strada o in altro provvedimento urgente in corso di approvazione parlamentare.
Ricordiamo che negli anni in cui era in vigore la legge (2005-2006) moltissimi cittadini si sono visti privati a vita del ciclomotore (questo significa 'confiscare') a causa di minori violazioni al Codice della strada, come la guida con il casco slacciato. Anche il precedente Governo, su sollecitazione sempre nostra, si era impegnato alla restituzione dei mezzi attraverso un disegno di legge, che pero' non fu mai approvato a causa della fine della legislatura. Ci auguriamo che l'attuale Governo mantenga la parola data, magari evitando di affidarsi ad un disegno di legge come il precedente Esecutivo, ma provvedendo da subito con un decreto a restituire a decine di migliaia di cittadini il proprio mezzo di trasporto ormai bloccato da anni in qualche garage o magazzino. Potrebbe cosi' meritoriamente porre rimedio da subito ad una legge sbagliata ed eccessivamente punitiva
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19 Gennaio 2007
Interrogazione in IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) di Donatella Poretti e Marco Beltrandi al Ministro dei Trasporti (Question Time)
PREMESSO CHE:
1. la legge n. 168 del 2005 aveva introdotto la sanzione accessoria della confisca del motociclo per diverse e non ugualmente gravi violazioni al Codice della strada (articolo 213, comma 2-sexies), tra cui: - viaggiare in numero di persone superiore a quello previsto; - guidare senza casco o con un casco non allacciato o non omologato; - trasportare animali non in gabbia o oggetti non solidamente assicurati; - sedere in posizione scorretta e senza entrambe le mani sul manubrio; - trainare o farsi trainare un altro veicolo; - sollevare la ruota anteriore;
2. suddetta normativa e' stata modificata in sede di conversione, con modificazioni, del decreto legge 262 del 3 ottobre 2006 (in vigore dal 29 novembre 2006);
3. la nuova normativa, pur eliminando la confisca obbligatoria per le violazioni di cui al punto 1, non ha disposto per il passato; pertanto rimangono validi a tutti gli effetti i provvedimenti di confisca comminati prima del 29 novembre 2006;
4. lo scorso 28 dicembre 2006, la Corte Costituzionale (ordinanza n. 453/2006) ha rimesso la questione di legittimita' costituzionale della confisca obbligatoria del motociclo ai giudici di pace che l'avevano sollevata;
E CONSIDERATO CHE:
1. la confisca del motociclo e' irragionevole, sproporzionata e causa disparita' di trattamento tra conducenti di auto e mezzi a due ruote (equivale a confiscare l'auto a chi viaggia con le cinture di sicurezza slacciate o male allacciate);
2. come segnala l'Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), sono migliaia i proprietari di motocicli che hanno subito la confisca, un provvedimento definitivo; molti di questi sono costretti a custodire il mezzo, inutilizzabile e di proprieta' dello Stato, nei loro garage a tempo indeterminato;
3. ci vorranno mesi o anni prima che la Corte Costituzionale si pronunci nuovamente sull'argomento a seguito della riformulazione della questione di leggittimita' costituzionale da parte dei giudici di pace; in questo lasso di tempo, molti altri motocicli gia' confiscati diverranno definitivamente irrecuperabili (perche' demoliti, messi all'asta, o altro);
4. qualora la Corte Costituzionale dichiarasse incostituzionale la normativa sulla confisca, ne deriverebbe un ingente danno per le casse dello Stato, in quanto ne risulterebbero numerose azioni legali di risarcimento del danno da parte dei cittadini che hanno subito tale provvedimento;
5. il Governo ed il Parlamento hanno gia' espresso un giudizio negativo sulla suddetta norma, e per questo motivo l'hanno modificata;
PER SAPERE:
1. cosa intenda fare il Governo per tutelare quelle migliaia di cittadini che hanno subito la confisca del motociclo prima del 29 novembre 2006;
2. in particolare, se il Governo ritiene opportuno agire con urgenza, tramite decreto legge, al fine di estendere retroattivamente la nuova normativa, permettendo cosi' ai proprietari di riprendere possesso dei mezzi confiscati ex legge n. 168/2005.
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