Stefano 的个人资料SognateSempreNonInvecchi...照片日志列表更多 工具 帮助

SognateSempreNonInvecchiereteMai

ilMareèPienoDiMucillagine?CheMiFrega,TantoioStoSullaSpiaggiaaFareCastelliDiM@@da
1月29日

Confisca motorini. Buone notizie: il Governo Berlusconi si impegna alla restituzione

9 Dicembre 2008

Buone notizie, o meglio speranze, per chi si e' visto sequestrare o confiscare negli anni passati il motorino per piccole violazioni al Codice della strada. Il Governo Berlusconi, tramite il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, si e' impegnato a restituire i ciclomotori sequestrati a causa della legge n. 168 del 2005, ora non piu' in vigore. Rispondendo ad una interrogazione parlamentare, presentata per noi dalla senatrice Donatella Poretti, il ministro scrive:

 
Concordando con quanto rilevato nell'interrogazione cui si risponde e con il preciso intento di consentire a coloro che fossero incorsi nel sequestro del veicolo per violazione dei suddetti articoli, prodromico alla confisca prima dell'entrata in vigore delle modifiche apportate dalla legge n. 286/2006 di rientrare in possesso del veicolo, e' ferma intenzione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di inserire una specifica norma in tal senso in un prossimo intervento di modifiche del Codice della Strada o in altro provvedimento urgente in corso di approvazione parlamentare.

 
Ricordiamo che negli anni in cui era in vigore la legge (2005-2006) moltissimi cittadini si sono visti privati a vita del ciclomotore (questo significa 'confiscare') a causa di minori violazioni al Codice della strada, come la guida con il casco slacciato. Anche il precedente Governo, su sollecitazione sempre nostra, si era impegnato alla restituzione dei mezzi attraverso un disegno di legge, che pero' non fu mai approvato a causa della fine della legislatura.
Ci auguriamo che l'attuale Governo mantenga la parola data, magari evitando di affidarsi ad un disegno di legge come il precedente Esecutivo, ma provvedendo da subito con un decreto a restituire a decine di migliaia di cittadini il proprio mezzo di trasporto ormai bloccato da anni in qualche garage o magazzino. Potrebbe cosi' meritoriamente porre rimedio da subito ad una legge sbagliata ed eccessivamente punitiva

CONFISCA MOTORINI. IN MIGLIAIA PRIVATI DEL PROPRIO MEZZO PER LIEVI INFRAZIONI

19 Gennaio 2007

Interrogazione in IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) di Donatella Poretti e Marco Beltrandi al Ministro dei Trasporti (Question Time)

PREMESSO CHE:

1. la legge n. 168 del 2005 aveva introdotto la sanzione accessoria della confisca del motociclo per diverse e non ugualmente gravi violazioni al Codice della strada (articolo 213, comma 2-sexies), tra cui:
- viaggiare in numero di persone superiore a quello previsto;
- guidare senza casco o con un casco non allacciato o non omologato;
- trasportare animali non in gabbia o oggetti non solidamente assicurati;
- sedere in posizione scorretta e senza entrambe le mani sul manubrio;
- trainare o farsi trainare un altro veicolo;
- sollevare la ruota anteriore;

2. suddetta normativa e' stata modificata in sede di conversione, con modificazioni, del decreto legge 262 del 3 ottobre 2006 (in vigore dal 29 novembre 2006);

3. la nuova normativa, pur eliminando la confisca obbligatoria per le violazioni di cui al punto 1, non ha disposto per il passato; pertanto rimangono validi a tutti gli effetti i provvedimenti di confisca comminati prima del 29 novembre 2006;

4. lo scorso 28 dicembre 2006, la Corte Costituzionale (ordinanza n. 453/2006) ha rimesso la questione di legittimita' costituzionale della confisca obbligatoria del motociclo ai giudici di pace che l'avevano sollevata;

E CONSIDERATO CHE:

1. la confisca del motociclo e' irragionevole, sproporzionata e causa disparita' di trattamento tra conducenti di auto e mezzi a due ruote (equivale a confiscare l'auto a chi viaggia con le cinture di sicurezza slacciate o male allacciate);

2. come segnala l'Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), sono migliaia i proprietari di motocicli che hanno subito la confisca, un provvedimento definitivo; molti di questi sono costretti a custodire il mezzo, inutilizzabile e di proprieta' dello Stato, nei loro garage a tempo indeterminato;

3. ci vorranno mesi o anni prima che la Corte Costituzionale si pronunci nuovamente sull'argomento a seguito della riformulazione della questione di leggittimita' costituzionale da parte dei giudici di pace; in questo lasso di tempo, molti altri motocicli gia' confiscati diverranno definitivamente irrecuperabili (perche' demoliti, messi all'asta, o altro);

4. qualora la Corte Costituzionale dichiarasse incostituzionale la normativa sulla confisca, ne deriverebbe un ingente danno per le casse dello Stato, in quanto ne risulterebbero numerose azioni legali di risarcimento del danno da parte dei cittadini che hanno subito tale provvedimento;

5. il Governo ed il Parlamento hanno gia' espresso un giudizio negativo sulla suddetta norma, e per questo motivo l'hanno modificata;

PER SAPERE:

1. cosa intenda fare il Governo per tutelare quelle migliaia di cittadini che hanno subito la confisca del motociclo prima del 29 novembre 2006;

2. in particolare, se il Governo ritiene opportuno agire con urgenza, tramite decreto legge, al fine di estendere retroattivamente la nuova normativa, permettendo cosi' ai proprietari di riprendere possesso dei mezzi confiscati ex legge n. 168/2005.

 
9月7日

NOI SIAMO QUI

 
Un pensiero all’Italia per scoprire che è anche....

Un paese dove per anni a Napoli un pastore (Vincenzo Cannavacciuolo) denuncia che la diossina da rifiuti uccide le sue pecore, ma inascoltato muore di cancro pure lui.
Un paese dove la nuova telefonia (Voip e Wi-Fi) e l’ADSL (Internet) sono arretrati e non funzionano perché gestiti dal sistema monopolistico Telecom, il cui AD Buora però guadagna quasi 19 milioni di € l’anno.
Un paese dove i politici si eleggono da soli, parlano di chiacchiere, sorvolano sui problemi reali, si dimenticano dei milioni del debito pubblico, ma il presidente della repubblica ha più di 2000 dipendenti e si spendono oltre 7 milioni di € all’anno solo per pulire la Camera dei Deputati.

Un paese dove i criminali escono di galera prima che le loro vittime escano dall’obitorio, come è successo per le assassine con l’ombrello nell’occhio della ragazza di Roma.

Un paese dove i pedofili sono più credibili dei bambini che hanno violentato, forse perché sanno parlare di garantismo con gli avvocati migliori.

Un paese dove gli stranieri non investono in Borsa e dove le imprese sono soffocate dalle tasse e da migliaia di lacci e laccioli.
Un paese che non rispetta i parametri antinquinamento europei e preferisce affrontare il problema con gli effetti speciali di un’informazione compiacente.
Un paese dove per mettere una lapide al Commissario Calabresi ci vogliono 30 anni.
Un paese dove il diritto diventa storto e la regola una interpretazione personale.
Insomma un Bel Paese, comunque campione del mondo (!?!)
Buon week end… 
 
3月26日

ITALIAAA? UNOO!

 
3月22日

napoli

 
1月31日

settimana a Parigi 2007

Già ero stato a Parigi sempre insieme a Mariateresa , ma io mi ero riproposto di ritornarci per andare a visitare alcuni luoghi, posti e musei che per questioni di tempo avevo tralasciato nel primo viaggio.

Stavolta siamo partiti in quattro ; Momo, Rossella, Mariateresa ed Io, in primo momento stavamo prenotando con una ‘’buona offerta’’ ,un volo di 25 euro a persona Roma Ciampino-> Paris Beauvais a/r , ma per fortuna abbiamo cambiato presto idea, nn perché in molti ce l’hanno sconsigliato , infatti a noi nn faceva paura la fila interminabile per ritirare i bagagli, nn importava il fatto che l’aeroporto di Beauvais è un po’ ‘’casinaro’’, disorganizzato e che piu’ che un aeroporto sembra un grande capannone!, vedendo il buon prezzo, questi erano particolari che noi tralasciavamo, la cosa che ci ha fatto cambiare idea è stato che nn tutti i risparmi sono sempre guadagni, infatti oltre ai 25 euro del biglietto aereo si doveva arrivare da napoli a Ciampino 30 euro cira a/r a persona + da Beauvais a Parigi sono altri 40 euro circa a/r sempre a persona, quindi consiglio a chi volesse risparmiare sul viaggio, di valutare bene tutte ste cosette. Abbiamo prenotato cosi’ 2 mesi prima un volo a/r on line sulla easyjet= 80 euro a testa napoli capodichino – paris orly; volo tranquillo nonostante io avessi una paura di volare, devo dire una compagnia aerea sistemata e pulita ,al ritorno mi hanno anche permesso di fare una ripresa seduto accanto al comandante nella cabina di pilotaggio che bello!, una sola pecca a causa che mentre eravamo li aspettando l’orario di partenza, un dipendente della detta compagnia nel girarsi si e dato lo spigolo di un cassettino in fronte, e a causa di un taglietto di 5 mm siamo partiti con un oretta di ritardo, vabbè, di sicuro nn voleva farlo di proposito! poverino. Ogni vibrazione dell’aereo, ogni curva, con la scusa della paura di volare mi stringevo a Mariateresa, seduta accanto a me!.

Un altro consiglio che devo dare è questo: arrivati ad Orly, e dopo aver ritirato il bagaglio, a chiunque domanderete informazioni sui trasporti (molti francesi faranno finta di nn capire l’inglese ma di parlare solo il francese); vi consiglieranno di prendere il bus allo stazionamento li fuori, oppure tramite il trenino dell’aeroporto di spostarvi alla stazione della line B della RER li vicino. andando a pagare cosi’ in entrambi i casi un biglietto di circa 13/15 euro tra l’andata ed il ritorno. Noi invece abbiamo seguito le istruzioni della mia cara amica che abita li a Parigi ormai già da qualche anno: dopo aver ritirato i bagagli ,invece di uscire dalle uscite li di fronte, si scende al piano inferiore, ci si dirigete a sinistra verso sud ovest, si passa avanti i bagni che trovate sulla sinistra, subito le cabine telefoniche sulla destra e si esce per una porta sulla destra, che porta, scendendo le scale, sulla strada statale n7 che passa proprio sotto l’aeroporto, sulla destra trovate a 20 mt la fermata del bus 285 o 185 che entrambi con € 1,40 vi potano al capolinea delle linea 7 della metro’ ‘ Villejuif-louise Aragon’, se siente arrivati a Parigi di lunedì o martedì’ nn accettate l’abbonamento ParisVisit, ma fate la CartOrange zona 1/5= € 31,50 e vi spostate tranquillamente dal lunedì alla domenica per Parigi arrivando tranquillamente anche a Versaille e Disneyland, naturalmente se nn dovete andare in questi ultimi 2 posti, fate la CartOrange zona 1 / 2 ;costa meno, ricordate, sulla CartOrange dovrete incollarci su, una vostra fototessera, quindi organizzatevi. Con la metro’ arrivate ovunque ma di notte chiudono verso la mezza circa, fatevi dare una mappa, dove ci sono le linee delle metro’ e le linee dei bus diurni e notturni.

Cmq tornando a noi, verso le 20,00 siamo arrivati nel nostro bilocale messoci a disposizione dalla nostra cara amica parigina, il tempo di una doccia e subito siamo scesi per mangiare qualcosa ed abbiamo optato per una cosa leggera e veloce, un bel kebab! Se avete problemi di stomaco, tappatevi il naso e nn guardatelo neanche , puntate per un insalatina, buone e ben condite, se entrate nei localini turchi, greci o simili, fatevi i conti di quello che avete preso, a noi 2 volte in locali simili ma in posti diversi ci volevano fregare, nn sappiamo parlare la loro lingua ,allora ci prendono per stupidi; invece nei locali francesi sono onesti gentili e vi chiederanno sempre per ogni cosa: ‘pardon’’pardon’’pardon’ quasi che vi scoccerete di sentirlo. Nn cercate ristoranti italiani , perché sono carissimi.

Il giorno dopo, sveglia alle 09,00, usciamo alle 10,00, il primo posto che dovevo assolutamente visitare era il museo pompidou, (linea 11 Rambuteau)

ma per la seconda volta al 4°e 5° piano, la zona riservata alla pittura ,era chiusa! Cosi’ siamo andati a NotreDame ( Cité linea 4- ,St-Michel linea 4 e RER B e C) , sempre bella è l’impressione che mi ha lasciato, la bella e scura chiesa molto suggestiva ,ed interessante era anche la messa cantata in francese, molto cupo e misterioso un po’ tutto nell’insieme.

Pranzo veloce con una buona baguette con omelette e formaggio, ma già sentivamo la mancanza dei maccheroni, cosi una sosta al supermercato per comprare pasta barilla, sughi precotti alla napoletana e bologhese + pane ‘’paesano’’per la cena visto che avevamo a disposizione dei fornelli.

Ci dirigiamo cosi al louvre

(Palais Royal/Louvre linee 1 e 7, Louvre Rivoli linea 1), lo giriamo tutto , da capo a fondo visto che abbiamo tutto il tempo a disposizione dato che in alcuni giorni chiude alle 21,45; visitiamo la pittura italiana: Botticelli, Raffaello Leonardo e la sua Gioconda, Caravaggio ed altri Grandi che io e Momo abbiamo sempre stimato ed ammirato quando li studiavamo al Liceo Artistico ed all’accademia delle belle arti; abbiamo visitato la scultura Italiana, che bello e che strane sensazioni a vedere i prigioni di Michelangelo, cerchiamo Canova con la bella storia di Amore e Psyche , davvero bella!, un giro nella zona egiziana tra mummie e sarcofagi di tutte le misure, le stanze di Napoleone, belle da rimanere a bocca aperta.

Cosi sul tardi ci raccogliamo e stanchissimi torniamo a casa per l’appuntamento con i nostri maccheroni.

Giorno dopo, sveglia alle 10,00, usciamo alle 11,00, direzione pigalle

(Blanche linea 2)

Fico il Moulin Rouge , poi uno sguardo alle vetrine e saliamo su montmartre, bella la basilica, bella la veduta, belli i negozietti di souvenir, caratteristica la piazzetta piena di pittori ,quando ad un certo punto alla mia amica Rossella le viene in mente che li vicino girarono il film il ‘Favoloso mondo di Amelie’, cosi partiamo alla ricerca del ‘’cafè 2 mulin’’, giriamo il quartiere sotto sopra, domandiamo a tutti, ma chi ci mandano di qua, chi di la, ma alla fine ci riusciamo(alle spalle del moulin rouge), entriamo nel bar, uguale come nel film, che sfizio, Rossella emozionatissima, ci sediamo proprio infondo sotto al grande manifesto del film, ed ordiniamo una bella birra al gusto di granatina (monaco 64). Torniamo a casa, ancora maccheroni.

Domenico ed io, con una banale scusa, usciamo mentre le ragazze riposano i piedi, andiamo ancora a pigalle, entriamo nel piu’ grande sexyshow, lo visitiamo tutto: wow la galleria di lingerie!, i film per tutti i gusti, gli ‘’attrezzi’’?, nn è possibile ?!? una strana sedia con davanti una morbida lingua finta che girava come girano le pale di un mulino!?! Cmq per chi interessano queste strane cose, li c’è anche un museo dell’erotismo ect ect, chiacchieriamo un po con le belle commesse quasi svestite, ma la nostra intenzione era quella di entrare per una decina di minuti nella sala per assistere ad un po di spettacolo che consisteva in uno spogliarello con relativa lapdance, sexydance e per concludere mi sembra si assisteva ad un rapporto sessuale li’ dal vivo!, cos’ è pazz! ma per questioni di enorme vergogna esagerata, nn abbiamo avuto il coraggio di entrare, nonostante lo ‘’sconto’’ che ci hanno proposto appena hanno capito che eravamo italiani.

Torniamo dalle ragazze ed andiamo finalmente ad ammirare la Torre Eiffel, il simbolo di Parigi, per me il monumento piu’ bello che possiede Parigi, è enormemente gigante , la ammiriamo naturalmente dal Trocadero

(trocadero linea 6 e 9), punto migliore per guardarla interamente, ci avviciniamo passo passo , diventa sempre piu’ grande, quando ci sei sotto, ti accordi di essere talmente insignificante, nn ci siamo saliti perché era ormai tardi, ma cmq la cosa piu bella per me è aspettare lo scoccare di ogni ora per ammirarla mentre lampeggia tutta come fosse un albero di Natale(per chi nn è mai stato a Parigi, ogni ora per 10 minuti la torre lampeggia grazie ad un infinità di potentissimi faretti) .

Giorno dopo, sveglia alle 11,00 colazione, usciamo alle 12,00 direzione? Direzione cimitero Pere Lachaise

(pere lachaise linea 9 e 2), la particolarità del cimitero è che le tombe nella zona vecchia sono tutte particolari con statue e fiori e sono messe quasi tutte a caso ,ce ne sono tantissime, sembra quasi un ammucchiata di tombe molte lucubri e particolari, il cimitero è pieno di corvi e se vi troverete a girare per il cimitero, allontanatevi dai soliti turisti, nn camminate per i soliti viali ma allontanatevi tagliando per i sentieri tra le tombe; la cosa è ancora molto piu’ suggestiva. La tomba di Oscar Wilde è molto grande piena di fiori e di baci a timbro stampati da tutte le parti, anche sull’uccello della sua statua ,assurdo ma vero! (la statua rappresenta un angelo, ma io credo che rappresenti lui, che gli spuntano le ali, visto che si suicido’ gettandosi nel vuoto), Modigliani e Chopin meritavano una preghiera, dal barone Haussmann ci siamo passati di sfuggita(un saluto e via), e da James Douglas Morrison ci siamo soffermati qualche minuto in piu’ per commemorarlo e per fare qualche foto e filmati, gettargli un fiorellino e ricordagli qualche sua stessa frase tipo : La droga è la gomma che cancella la vita! Quando eri triste e volevi morire, dovevi pensare a chi era triste perché voleva vivere sapendo che doveva morire.

Dopo siamo andati a mangiare (nn era cosa del kebab troppo pesante), siamo andati al bistro’ li vicino, me ne avevano parlato bene, ‘’antipasti a bizzeffe, menu’ ricchi, vino a volontà’’; macchè :tre fettine di salame una di prosciutto un po di formaggio del pure’ mezza baguette un bicchiere di vino rosso(mezzo pieno o mezzo vuoto dipende dal vostro ottimismo) un buon caffè -> € 16,00 a persona(era meglio il kebab heheh).

Tardo pomeriggio e serata , passeggiata interminabile agli champ elise, che lusso frenato! tra store mercedes, sensazionale quello peugeot con la 1007 di velluto, sosta ad disneystore, subito dopo pausa ristoro, interessante erano i negozi di scarpe, scarpe che qui costano tanto li costano meno, quelle che qui costano meno li costano troppo; fiche le adidas personalizzate, anatomiche e col tuo nome stampato su di un lato € 170,00circa(buon);

Man mano che ci si avvicini all’arc de triumph diventa sempre piu’ grande ma nn lo ci si raggiunge mai, da lontano nn si ha idea delle dimensioni effettivamente enormi che ha, finalmente lo raggiungiamo, gli giriamo attorno, lo ammiriamo da tutte le angolazioni ma subito esausti scappiamo a casa.

Riposino-massaggio-doccia poi subito via per andare a ballare in un disco bar (€10,00 circa) in rue fauburg temple vicino republique, un bel locale musica esagerata, alcol come che piovesse e non vi dico che ragazze!!, un misto di razze di tutti i colori (vero), la cosa che a me piace di questa cosa, è che ogn’uno mantiene le proprie tradizioni di vita e te ne accorgi nel modo di vestire diverso l’uno dall’altro.Per questo è bella Parigi, una miscela di popoli che vivono assieme.

Giorno dopo, sveglia alle 7,00, colazione veloce usciamo alle 8,00 direzione disneyland

(marne la vallèe RER A) ,alle 9,00 siamo fuori al botteghino pluto per ritirare i biglietti prenotati tramite internet (per risparmiare fila e soldi).

Entriamo prima negli studios , giro veloce con panoramica generale, viaggio nel trenino veloce tra la musica rock degli anni 70/80 (Rossella già ha il voltastomaco) interessante e bello è lo spettacolo degli stuntmen che saltano–girano-sgommano e si incendiano tutto questo a bordo delle loro auto e moto, bello è il trenino che ti porta nelle scenografie dei film. Ci spostiamo cosi’ a disney tutto molto bello romantico ed affascinante, ci si sente un po bambini, se trovate qualche personaggio disney da solo, fatevi subito la foto perché quando dopo lo ritroverete sarà circondato da migliaia di bambini e nn riuscirete piu ad avvicinarvi! Dalle mappe dei parchi cercate gli orari degli spettacoli(musical). da nn perdere poi indiana Jones, Space Mountain e Big Thurder Mountain , sono trenini veloci che girano si avvitano e fanno le pirouette.

La sera siamo stati lì di fronte, ‘a Village’, un posto pieno di ristoranti sfiziosi a tema, pieno di store e negozi vari.

Cmq torniamo a casa esausti ma contenti e soddisfatti.

Le metro’di Parigi finiscono di distruggervi, in ogni fermata dovete salire e scendere le tante numerose infinite scalinate che portano da una metro’ all’altra, e nn fate affidamento alle scale mobili perché quelle poche che ci sono, sono quasi sempre ferme!.

Il giorno dopo nn lo so a che ora ci siamo svegliati, so solo che eravamo ancora stanchi ma dovevamo resistere era l’ultimo giorno, prendiamo la metro ed andiamo a Ièna linea 9, nei pressi del museo guimet si trova un bellissimo e grazioso giardino zen, un bel giardino giapponese piccolo ma caratteristico e davvero rilassante, il tempo di qualche foto e andiamo a vedere la torre di montparnasse, visitiamo sant germain de press (zona molto romantica) e li ci fermiano a mangiare da Paul, paghiamo poco ma mangiamo assai e bene, insalatona mista con carote formaggio pollo noci passeri e pinoli sale olio e aceto balsamico con baguette birra e vino + torta ai mirtilli + caffè e croissant €13,00 a persona.

Dopo non avevamo piu’ voglia di muoverci ma dovevamo andare. Arriviamo al Quartiere latino, bello molto caratteristico, pieno di vita. molte persone, turisti che girano, barboni che dormono ovunque e artisti che cantavano musiche napoletane mitico!!.

Locali di tutti i tipi, che sfizio i locali dove per tradizioni rompono i piatti a terra li fuori!. Noi ancora pieni nn li accostiamo, ma entriamo in tutti i negozi per acquistare i souvenir piu’ interessanti , Mariateresa e Rossella aprono maglie ,spostano oggetti, vorrebbero comprare tutto, io e Domenico ci limitiamo a comprare solo i souvenir che ’si devono fare’(a mamma!)’.

E’ quasi tardi, un ultimo saluto a Parigi andando a bere un ultima birra alla granatina al ‘cafè 2 moulin’ di Amelie, una creps alla nutella e ci incamminiamo verso casa dando un ultimo sguardo a quei puliti vicoli caratteristici, a quelle palazzine sfiziose. Arriviamo a casa dormiamo qualche ora, perché a quel punto nn rispettavamo piu’ nessun fusorario, ci svegliamo all’alba, facciamo le valigie e ci incamminiamo , linea 7 fino al capolinea Villejuif-louise Aragon, bus 285,fermata aeroporto sud proprio sotto l’aeroporto Orly ,saliamo le scale e siamo al punto di partenza, aspettiamo il check in, mangiamo l’insalata e la baguett da paul che sta pure in aeroporto, e partiamo, gira a destra, gira a sinistra e finalmente scendiamo a Napoli. Casa dolce casa.

1月10日

l'america, l'america ha paura

C'è, in un'isola lontana, una favola cubana
che vorrei tu conoscessi almeno un po'
C'è un'ipotesi migliore, per cui battersi e morire
e non credere a chi dice di no
perché c'è

C'è un profumo inebriante che dall'Africa alle Ande
ti racconta di tabacco e caffè

C'è una voce chiara ed argentina, che fu fuoco e medicina
come adesso è amore e rabbia per me

C'è, tra le nuvole di un sigaro, la voce di uno zingaro
che un giorno di gennaio gridò

C'è, o almeno credo ci sia stato, un fedelissimo soldato
che per sempre quella voce cercò

e che diceva

Venceremos adelante
o victoria o muerte
Venceremos adelante
o victoria o muerte

C'è, se vai ben oltre l'apparenza, un'impossibile coerenza
che vorrei tu ricordassi almeno un po'

C'è una storia che oramai è leggenda, e che potrà sembrarti finta
e invece è l'unica certezza che ho

C'erano dei porci in una baia, armi contro la miseria
solo che quel giorno il vento cambiò

C'era un uomo troppo spesso solo, e ora resta solo un viso
che milioni di bandiere giudò

e che diceva

Venceremos adelante
o victoria o muerte
Venceremos adelante
o victoria o muerte

L'america ci guarda
non proprio con affetto
apparentemente placida ci osserva

ma in fondo, lo sospetto
che l'america, l'america ha paura
altrimenti non si spiega come faccia
a vedere in uno stato in miniatura
questa orribile minaccia

por esto

Venceremos adelante
o victoria o muerte
Venceremos adelante
o victoria o muerte
12月22日

.....

A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore, a chi saluta ancora con un bacio, a chi lavora molto e si diverte di più, a chi va in fretta in auto ma non suona ai semafori, a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse, a chi spegne la tele per fare due chiacchiere, a chi è felice il doppio quando fa la metà, a chi si alza presto per aiutare un amico, a chi ha l'entusiasmo di un bambino e i pensieri di un uomo, a chi vede nero solo quando è buio, a chi non aspetta il Natale per essere migliore...Buon Natale!
11月13日

Si è spento Mario Merola

Si è spento a Castellammare di Stabia, alle 21.30 del 12 novembre 2006 dopo essere stato ricoverato lo scorso 7 novembre, Mario Merola, re della canzone napoletana che ha saputo portare la napoletanità nel mondo interpretandola nel modo più autentico possibile.

Merola è morto a causa di un arresto cardiocircolatorio dopo che nel pomeriggio del 12 novembre, nonostante le condizioni fossero critiche, sembrava aver iniziato a rispondere a qualche stimolo esterno.

La morte di Mario Merola è arrivata dopo un prolungato arresto cardiocircolatorio iniziato intorno alle ore 18.00

Tantissime persone hanno voluto dedicargli un ultimo saluto e hanno riempito la cappella dell'ospedale adibita a camera ardente che, proprio per permettere a tutti un accesso regolare, è stata aperta a tutti coloro che vogliono salutare Mario Merola e non solo ai familiari come in un primo momento si era deciso per evitare problemi di ordine pubblico.

In così tanti si sono avvicinati alla bara che il figlio Francesco ha gridato, "lasciate stare a papà" sentendosi male.

I funerali di Mario Merola dovrebbero essere celebrati martedì anche se si sta ancora lavorando per definire giorno e luogo esatti onde evitare problemi di ordine pubblico; tra le ipotesi più accreditate, c'è quella di un rito funebre presso la basilica del Carmine, presso piazza Mercato, una delle zone più popolari di Napoli, dove si sta trasportando la salma per offrire una camera ardente che possa contenere i suoi fan.

La chiesa può infatti contenere circa 2000 persone e la piazza antistante è tra le più grandi della città.

La salma, in ogni caso, sarà tumulata nel cimitero di Portici, dove la famiglia Merola vive da decenni.

In molte ricevitorie di Napoli sono in parecchi a giocare i numeri legati alla morte di Mario Merola sia sulla ruota di Napoli sia in tutte le ruote: 19 (Mario, il nome del cantante), 47 (il morto) e 89 (il cantante).
Sapphire - Ati radeon 7000 pci 64mb ddr
Radeon 7000 pci 64mb ddr vga dvi - i tv - out retail box
JuiceADV - Link sponsorizzati
Come il mare
Clicca qui per tutti i dettagli su Come il mare
JuiceADV - Link sponsorizzati
11月7日

La Magia del Vento

                La notte svanisce
                  ma c'è ancora luna
            vorrei una ragione
                ma non c'è ne una
            non vale la pena
              non voglio aspettarti
            mi impongo il silenzio
                poi torno a chiamarti

             come pioggia sarò
                cadrò sulla tua via 
       scorrendo dentro il mio cuore
           ti darò una nuova vita
            dai tuoi sogni berrò
          assaggerò l'immenso
          e dentro un bacio di vetro 
        fermerò la magia del vento
11月3日

Napoli, tra i ragazzi che dicono "Siamo camorristi nella capa"

NAPOLI - Pariare. Dalla Sanità a Melito, dal cuore greco della città alla periferia di case e monnezza, monnezza e case, il verbo "pariare" è come un mantra misterioso. A dieci o a trenta anni, quel verbo lo ripetono in ogni frase, lo inzuppano in ogni smozzicato discorso e io non so che cosa significa, purtroppo. Me ne sto qui, come un babbeo, non so dire nemmeno dove, davanti un disco-pub in un angolo della periferia nord di Napoli e semplicemente non capisco che cosa mi stanno dicendo. Nel dialetto napoletano dell'altro ieri, "pariare" aveva un solo significato: digerire.

Oggi quell'unico, indiscutibile significato si è smarrito nell'impura neolingua della Napoli lazzara, che soltanto per il 12 per cento parla in italiano e per il resto impasta gerghi - il gergo della malavita e delle canzoni neomelodiche, soprattutto - storce il dialetto melodioso dei Salvatore Di Giacomo, degli Eduardo, dei Domenico Rea per farne uno slang che annega significati, scolora esperienza, scioglie nell'acido muriatico la memoria.

Pariare ora significa, apparentemente, divertirsi, ma parla di un curioso divertimento.

Più che una parola con un nuovo significato è il significato di un nuovo modo di stare al mondo, di sopravvivere a Napoli nel perenne, penoso conflitto con gli altri, tutti gli altri. "Bisogna pur pariare un po', se non vuoi morire di noia; se vuoi mettere tra te e la difficoltà di vivere uno spazio, uno stacco senza pensieri; se vuoi stordirti subito, oggi, ora, per non pensare a quello che ti aspetta domani".

Questo capisco sta dicendo, più o meno, S. che non vuole il suo nome sul giornale e preferisce essere chiamato "Roberto o Loris o Papiluccio, tanto per te è lo stesso, no? Che cambia?". Si può "pariare con gli amici" (organizzare una serata, uno scherzo) o "pariare" (pomiciare) una vrenzola (ragazza). Si può "pariare in cuollo a uno", a danno di uno o di molti. Si può "pariare in modo esagerato", pippare cocaina, impasticcarsi fino ad andare fuori di testa, fino "a fare intorno a te il coprifuoco". "Pariare" è una formula multiuso che, però, definisce quasi sempre un atteggiamento aggressivo o autodistruttivo. "Pareano" i merdilli - adolescenti tra i dieci e i tredici anni - che per Carnevale lanciano, fuori di una scuola, non la farina o le uova (abitudine nazionale già di per sé assai censurabile) ma arance "rinforzate" con lamette da barba. Finisce che arrivano i vigili urbani e cercano di bloccare i "merdilli". Quelli fuggono e chiamano fratelli e genitori che, inviperiti, malmenano i vigili urbani: i bambini stavano soltanto pariando, no?

Pareano quei tipi che, lungo via Toledo, si danno battaglia colpendosi reciprocamente con i sacchetti dell'immondizia, e centrando gli sventurati passanti o assalendoli direttamente con buste gonfie di piscio. "Parea" soltanto quella banda di giovanissimi disperati in motorino che, alla salita dell'Ospedale militare, blocca il traffico già lento, monta sul marciapiede, si esibisce su una sola ruota o schiaffeggia a ripetizione e senza motivo chiunque abbia la sventura di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. "Pariare" diventa allora un'abitudine giovanile diffusa in alto e in basso e ormai vissuta come un fenomeno naturale, come se fosse pioggia o vento. Meritevole di un suo hit "neomelodico". Lo gorgheggia dallo schermo di Televolla un bambino di nove anni che non ho capito come si chiama. Canta più o meno così: "Io me ne vado con gli amici alla Ferrovia/ simm 'a banda dei malamente/ ma non simm' delinquenti/ sfuttimm' solo a brava gente". "Pariare" significa soprattutto infastidire, dunque, sfottere, deridere e, a quanto pare, nessuno si chiama fuori dal gioco.

Sono qui per cercare di capire perché un ragazzino di sedici anni, nel pieno della sua vita, se ne va in giro con un coltello in tasca e alla prima, o seconda, occasione lo estrae, spezza una vita, mutila un'altra, sfregia la sua. Quale senso o immagine della vita, pur deforme, convince quel ragazzo ad armarsi?

Quelli con cui parlo non capiscono nemmeno il problema. Dice Roberto o Papiluccio: "Il coltello è tranquillo". Come dire, è logico, è evidente che devi portartelo dietro, che ne hai bisogno. Come fai a non capirlo?

"Il coltello è tranquillo e quasi tutti se lo portano dietro, mica soltanto il fetente o il criminale, nemmeno parlo del camorrista perché lo sai che quelli hanno sempre la pistola infilata nella cintura dietro la schiena. Ti spiego, allora. Tu sei con la tua ragazza. Lei è tutta in tiro. È bella. Lo sai e lo sanno anche gli altri. Se vuoi startene senza problemi, ti scegli in discoteca o al disco-pub una serata di hip-hop. Vai sul sicuro, quella musica la danno il venerdì. È un giorno calmo, il venerdì, e non ci sono problemi. Se invece vuoi pariare in modo esagerato, ed è sabato, te ne vai a sentire house-music. Sai di che parlo, vero? Allora stai a sentire. Sei in discoteca con lei e sai che, prima o poi, ci saranno anche quelli che arriveranno lì soltanto per pariare.

Non hanno ragazze con loro, non voglio averne con loro quella sera. Sono lì - e sono cinque o magari dieci - soltanto per pariare, prendere di mira qualcuno, mettere su una tarantella. Sì, una tarantella: un litigio, una rissa, un pestaggio. Così per passare la nottata... Non c'è chi di tanto in tanto non se ne vada in giro in questo modo, in gruppo, solo maschi, per pariare un po'. Non lo so perché. Forse perché è divertente? Ora, ascolta, tu hai il coltello, ti senti sicuro. Se le cose si mettono male, sai di poter cercare di cavartela, ma naturalmente fai di tutto per non arrivare a quel punto. Allora è molto importante lo sguardo.

Al primo sguardo devi saper valutare quanto è davvero malamente (cattivo) quello che ti sta pariando in cuollo. Se sei responsabile, e tutti qui cerchiamo di esserlo, appena ti accorgi che l'altro è più 'bbuono di te - sì, più 'bbuono, più fetente, più tosto, più determinato, più coraggioso - devi buttare giù il boccone schifoso e trovare un modo per andartene senza danni, e non tutti lo fanno. Ma dovrebbero farlo e fidarsi dello sguardo. A Napoli lo sguardo è tutto.

Appena ti fermi al semaforo - faccio un esempio - stai certo che qualcuno ti guarderà fisso. Non sai che vuole. Vuole pariare soltanto o magari dietro di te, e tu non lo sai, non te ne sei ancora accordo, quello ha un amico e ti vogliono provocare per prenderti la macchina o il motorino o il cellulare o l'orologio o soltanto darti un po' di mazzate. Non sai dirlo. Puoi far finta di niente e guardare le mani sul volante o sul manubrio o guardarlo a tua volta e dirgli: "Che fai guardi? Stai guardando?".

La stessa cosa fai in discoteca con quelli che pareano. Li metti alla prova, per così dire. Quello guarda la tua ragazza e tu gli fai: stai guardando? Dalla risposta capisci se è uno 'bbuono, quanto è 'bbuono, o se si atteggia o se un malamente, in questo caso sei già nei guai. Però, c'è molta gente che si atteggia... Guarda quello lì...".

Non so dire se "quello lì" è uno che si atteggia. Mi sembrano tutti uguali, in verità. Hanno stessa faccia cotta dalle lampade solari, gli stessi occhi vuoti, gli stessi volti inespressivi, le stesse scarpe (Silver Nike), gli stessi crani rasati o capelli fonati e scolpiti, le stesse basette, le stesse maglie di Zara e gli stessi cappellini a visiera, gli stessi anellini d'oro ai lobi delle orecchie con la sola differenza per la grandezza del brillante (più è grande, più sei 'bbuono). Parlano la stessa incomprensibile lingua. Allo stesso modo gesticolano e gridano (ma per loro è soltanto "parlare"). Hanno le stesse teste rincitrullite dalla televisione, non dal reality che già basterebbe, ma dalle tv dei neomelodici che in quanti abbiamo scambiano per rappers in rivolta salvo poi scoprire che sono il veicolo dell'infezione plebeo-criminale.

Non so neanche che se possa soccorrermi Pier Paolo Pasolini per afferrare almeno qualche filo. Quel Pasolini che scriveva dei giovani italiani, già trenta anni fa: "Orribili pelami, capigliature caricaturali, carnagioni pallide, occhi spenti. Sono maschere di una integrazione diligente e incosciente, che non fa pietà. Nei casi peggiori, sono dei veri e propri criminali. In realtà, potrebbero esserlo quasi tutti. Non hanno nessuna luce negli occhi: i lineamenti sono lineamenti contraffatti di automi, senza che niente di personale li caratterizzi da dentro. La stereotipia li rende infidi. Il loro silenzio può precedere una trepida domanda di aiuto o può precedere una coltellata".

La scena ora sembra peggiore e peggiori gli attori. I ragazzi di Pasolini ancora erano parte di un sistema comunitario. Giusto o ingiusto, progresso o sviluppo, che fosse, era qualcosa. Questi che ho di fronte sono come precipitati in un vuoto assoluto di socialità. Nelle loro vite, l'egemone sottocultura criminale ha scavato a fondo lasciando in movimento soltanto il simulacro della loro mediocre, feroce e impaurita individualità, che appare loro principio e fine di ogni cosa. Per questi disgraziati figli della Napoli conquistata dal lazzarismo - più che una condizione economica, un atteggiamento psicologico, uno spirito morale - c'è soltanto (come per i camorristi) l'affermazione di sé.

Ogni rapporto - amicizia, amore - è possesso e misura del dominio. È potere sugli altri, l'unica cosa - a quanto pare - per cui valga la pena vivere (o morire). Ne è la conseguenza il pavoneggiarsi perenne, l'esibirsi sempre e comunque, il rumoreggiare, il vociare, il prevaricare, l'aggredire anche senza motivo. Pariare in modo esagerato in cuollo a uno non è esibire se stessi contro l'altro, dominando l'altro, possedendolo? Questa nuova condizione (o la si può chiamare ideologia?) scaccia la sopravvivenza antica di un modo di vita della plebe, ragione di molti problemi irrisolti ma di qualche non disprezzabile peculiarità.

Nell'intrico dei vicoli, lungo le grandi tangenziali, nei quartieri delle periferia non c'è più traccia di quella plebe che pure fu, come sempre ha sostenuto Raffaele La Capria, immaginazione, fantasia, vitalità, "humus fertilizzante" capace di custodire le radici della città, la sua memoria, la sua cultura, il passato da cui è venuto fuori il carattere dei napoletani, con i loro vizi e le loro virtù. Il nuovo plebeismo violento di oggi non sa da dove viene, non sa dove vuole andare, non ha nulla da ricordare, non ha nulla da custodire. Riconosce nell'orizzonte vuoto, un solo senso: il potere come principio di tutti i rapporti. È questa appare la più disastrosa vittoria della camorra. È una vittoria che afferri anche là dove questo processo di deculturazione dovrebbe e potrebbe essere contenuto.

Raccontano che alcuni ragazzi del liceo Umberto I di via Carducci, che è come dire il Berchet a Milano o il Mamiani a Roma, hanno stretto un rapporto di scambio con certo tamarri (diciamo, zotici) con orecchini dai grossi "brillanti". Il tamarro se lo sogna di mettere piede nelle discoteche più esclusive di Chiaia o di Posillipo. Ci pensa il chiattillo. Fa in modo, con il buttafuori, che possa entrare. In cambio il tamarro gli darà un mano se avrà problemi: un nemico personale da picchiare; un gruppo che "parea" da intimorire o, più semplicemente, l'ex della sua morosa che non vuole arrendersi e che quindi merita di essere indommato di mazzate, massacrato di botte.

Per Roberto o Papiluccio questa appartenenza a una sottocultura criminale è così evidente da non potere essere nascosta a se stessi. Dice: "Siamo tutti camorristi. Lo penso anch'io. "Camorristi" nella capa. Io me ne rendo conto. Studio, mi sento un tipo responsabile, considerato i tempi e queste strade. Sono istintivo. Ho la tendenza a prendere fuoco e so che è sbagliato, so che è pericoloso, so che uno scatto d'umore nel momento sbagliato può costare caro. Cerco di stare lontano dai guai.

Sono capace di abbassare lo sguardo e venire via quando incontro un "malamente" epperò mi accorgo, nei momenti di maggiore lucidità, di avere la stessa aggressività di quelli là. Mi muovo in ogni cosa che mi tocca fare come in una sfida continua. Mi accorgo di guardare a lungo quel tipo fermo accanto a me nel traffico. Mi sorprendo a voler sopra di ogni altra cosa che abbassi lo sguardo. È una cosa senza senso, è vero, lo so. Perché lo faccio? Perché mi piace. Mi fa sentire bene".

(3 novembre 2006)
 
10月26日

Cibo e sesso, un legame inscindibile, Gli italiani usano la cucina per sedurre

ROMA - Cibo e sesso sono uniti da un legame inscindibile, che ha radici nei comportamenti del neonato e che permea tutta la vita. Un'indagine condotta dall'Istituto internazionale di sessuologia , su 300 questionari, svela ora come gli italiani vivono questo legame importante. La ricerca è anticipata dall'inserto Salute di Repubblica, in edicola domani con il quotidiano, e sarà presentata al convegno sull'alimentazione, organizzato proprio da Salute, che si terrà a Roma domani e venerdì.

Il questionario è stato sottoposto a uomini e donne maggiorenni e contiene 15 domande. La responsabile della ricerca e direttrice dell'Istituto internazionale di sessuologia, Roberta Giommi, spiega: "Quando abbiamo deciso di vedere oggi il rapporto tra il sesso e il cibo, abbiamo pensato a come poteva essere espresso questo rapporto attraverso una serie di domande rivolte sia ai maschi che alle femmine ed altre specifiche. Il nostro obiettivo era vedere quale scopo sesso e cibo realizzano nella loro unione e in che modo l'una inibisce o trascina l'altra".

"Alla ricerca hanno risposto più femmine che maschi, come se le donne fossero più attente a questo legame tra sesso e cibo - continua Giommi - ma i maschi hanno dimostrato di essere a loro volta più attratti dal significato relazionale del cibo e del sesso". La ricerca rivela che le donne usano una bella cena per creare intimità e per risvegliare desideri sopiti: "Sono convinte - dice la sessuologa - che il desiderio maschile possa essere stimolato dalla buona cucina o da pietanze speciali. Il 26% risponde che qualche volta, spesso, lo ritiene una buona arma". Ma si scopre anche che gli uomini sono consapevoli del potere di seduzione del cibo e si prestano a mettersi ai fornelli per "coccolare" la partner. Tuttavia se la cena non è buona non ci sono ricadute sull'armonia di coppia: gli intervistati hanno detto infatti che un commento negativo sul cibo preparato non porta problemi o "cadute del desiderio".

Il rapporto tra diete alimentari e innamoramento è molto stretto. "La dieta viene presentata spesso come il tentativo di rimettersi in gioco e di riassumere le proprie competenze seduttive ed erotiche - commenta la sessuologa - Nel nostro campione sia maschi che femmine negano di collegare una dieta a un innamoramento, ma le donne risultano sempre più attente alla questione, come se fosse inserita più profondamente nel modello culturale a cui riferiscono". Nello stesso modo sono le donne ad ammettere che se manca il sesso tendono a ripiegare sul cibo.

"Nelle donne la mancanza di sesso soddisfacente è correlata con la consapevolezza di mettere energie nel cibo - dice Roberta Giommi - il cibo diventa un bene rifugio non solo se manca una vita affettiva soddisfacente, ma anche se manca il sesso come se fosse un modo alternativo di lasciarsi andare".

Dopo secoli di leggendari cibi afrodisiaci, gli italiani mostrano di non credere che alcuni cibi stimolino il raggiungimento dell'orgasmo, ma gli intervistati hanno ammesso che alcuni alimenti, come fragole e cioccolato, possano essere utilizzati come giochi.

Interessante la risposta alla domanda se dopo una abbuffata il sesso può servire a smaltire le calorie. Gli uomini sono più propensi a intendere il sesso anche in maniera "muscolare", per cui una buona percentuale non disdegna l'idea del letto come palestra. Non così le donne. "Lo spirito romantico delle donne sembra fare da ostacolo ad una dichiarazione di questo tipo - commenta la sessuologa - più della metà del campione ha infatti risposto che non fa mai sesso per bruciare calorie".

(25 ottobre 2006)
10月13日

. . .

                                                ....sono lontani quei "momenti"...
                                                   quando "uno sguardo" provocava "turbamenti"..  
                                                                                    quando la vita era più facile...
                                                                                          e si potevano mangiare anche le fragole
                                                                                                                                                     X
                                                                                                                                                           X
                                                                                                                                                                 X
10月12日

ODIO E LACREME

Siente siè sta parlanno
Cu parole ca sanno ‘e cunfiette
ca dinto so’ amare
‘o silenzio se regne ‘e sta voce
c’arriva int’ ‘e case
ncopp’ ‘e tavole ‘e chi addorme ‘e figlie
cu ‘e allucche e cu ‘e vase
siente, siè, ha sparato
sta tempesta pareva fernuta
ma mo è accumminciata
‘a ricchezza che sta int’a ‘na terra
è de chi llà c’è nato
e se vence o se perde ‘na guerra
è na cosa sbagliata.
Quanta vita,
quanta vite perze
Odio e lacreme
Quanta vite
Song stelle stutate llà ‘nterra
Civile e surdate
Siente, siè, l’ha salvato
‘e buscie song colpe ‘e fucile
c’accidene ‘a pace
pecchè addò nun ce stanno chiù vie
ce sta ‘o sanghe che coce
e chi tene ‘a passione pe’ Dio
l’addà aiutà a purtà ‘a croce
10月5日

le donne sono tutte uguali.........

 

SIETE TUTTE UGUALI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!, E QUALCUNA E' PIù UGUALE DI ALTRE!!!!!  PROMETTETE PROMETTETE..SOLO QST SAPETE FARE(oltre allo shopping) MA POSSIBILE K UNA PERSONA BUONA E ONESTA SULLA FACCIA DELLA TERRA NN CI SIA..EPPURE NN CREDO DI ESSERE UNA CATTIVA PERSONA. CERCO SEMPRE DI METTERE LE PERSONE A LORO AGIO..NN ME LA TIRO PER NIENTE (ANCHE SE QUALCUNO LO PENSA) SO ASCOLTARE, DARE CONSIGLI E ASPETTO ASPETTO MA K ***BIPPP*** ASPETTO A FARE, MANCO O PULMAN PASSA QUI!... ORA FINALMENTE HO CAPITO BASTA MI SONO ROTTO I COGLIONI VOGLIO VIVERMI LA VITA MOMENTO PER MOMENTO CON I MIEI AMICI....VI VOGLIO BENE GUAGLIU'.
9月26日

SONO STANCO PERCHÉ LAVORO TROPPO ?

 

 

Per qualche anno ho creduto d’essere stanco perché

dormo poco ed il lavoro mi stressa molto, ma

pensandoci bene ho trovato la vera ragione :

Sono stanco perché in questo paese di merda lavoro solo io!!!!

 

In Italia ci sono

56 milioni di abitanti di cui :

17 milioni

sono i pensionati.

 

…e dunque ne rimangono

39 milioni in età da 0 a 60 anni.

Ci sono

7 milioni di bambini in età prescolastica

… e dunque ne rimangono

32 milioni in età da 6 a 60 anni.

Ci sono

16 milioni di studenti

 

 

e dunque ne rimarrebbero

16 milioni a lavorare.

Se togliamo

8 milioni che hanno un impiego statale e

4 milioni

che hanno impiego comunale ne rimangono 4 milioni.

L’esercito italiano è composto da

1.500.000 uomini e donne (da poco)

 

 

… dunque

2.500.000 persone

Non è finita !

Ci sono

250.000 ricoverati in ospedale e dunque ne rimangono 2.250.000.

Togliamo

1.500.000 extracomunitari con permesso di soggiorno.

Saldo 750.000

Finalmente togliamo i

749.998 carcerati

 

 

Rimangono 2 persone – Tu ed io !

Se consideriamo che

TU sei davanti al computer a perdere tempo…..

 

LAVORO solo IO !!!!

Porca di quella Troia !!!!!!

8月1日

POLITICANDO,..Se hai due mucche...

FEUDALESIMO: Hai 2 mucche. Il tuo signore si prende parte del latte.

SOCIALISMO PURO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e le mette in una stalla insieme alle mucche di tutti gli altri. Tu devi prenderti cura di tutte le mucche. Il governo ti da' esattamente il latte di cui hai bisogno.

 

SOCIALISMO BUROCRATICO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e le mette in una stalla insieme alle mucche di tutti gli altri. A prendersi cura di loro è un gruppo di ex allevatori di polli. Tu devi prenderti cura delle galline prese agli ex allevatori di polli. Il governo ti da' esattamente il latte e le uova di cui i regolamenti stabiliscono che hai bisogno.

FASCISMO: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe, ti assume perche' te ne prenda cura e ti vende il latte.

COMUNISMO PURO: Hai 2 mucche. I tuoi vicini ti aiutano a prendertene cura e tutti insieme vi dividete il latte.

COMUNISMO RUSSO: Hai 2 mucche. Tu devi prendertene cura, ma il governo si prende tutto il latte.

DITTATURA: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe e ti spara.

DEMOCRAZIA DI SINGAPORE: Hai 2 mucche. Il governo ti multa per il possesso non autorizzato di due animali da stalla in un appartamento.

REGIME MILITARE: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe e ti arruola nell'esercito.

DEMOCRAZIA PURA: Hai 2 mucche. I tuoi vicini decidono chi si prende il latte.

DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA: Hai 2 mucche. I tuoi vicini
nominano qualcuno perché decida chi si prende il latte.

DEMOCRAZIA AMERICANA: Il governo promette di darti 2 mucche se lo voti. Dopo le elezioni, il presidente è messo sotto impeachment per aver speculato sui "futures" bovini. La stampa ribattezza lo scandalo "Cowgate".

DEMOCRAZIA INGLESE: Hai 2 mucche. Le nutri con cervello di pecora e loro impazziscono. Il governo non fa nulla.

 

BUROCRAZIA: Hai 2 mucche. All'inizio il governo stabilisce come le devi nutrire e quando le puoi mungere. Poi ti paga per non mungerle. In seguito le prende entrambe, ne uccide una, munge l'altra e ne butta via il latte. Alla fine ti costringe a riempire alcuni moduli per denunciare le mucche mancanti.

ANARCHIA: Hai 2 mucche. O le vendi a un prezzo equo, oppure i tuoi vicini provano a ucciderti per prendersi le mucche.

CAPITALISMO: Hai 2 mucche. Ne vendi una e ti compri un toro.

CAPITALISMO DI HONG KONG: Hai 2 mucche. Ne vendi tre alla tua società per azioni, usando le lettere di credito aperte da tuo cognato presso la banca. Poi avvii uno scambio debito azioni con un'offerta pubblica, e riesci a riprenderti tutte e quattro le mucche con uno sgravio fiscale per il mantenimento di cinque mucche. I diritti sul latte di sei mucche sono trasferiti tramite un intermediario panamense a una compagnia delle Isole Cayman di proprietà dell'azionista di maggioranza, che rivende alla tua Spa i diritti sul latte di tutte e sette le mucche. Il bilancio annuale afferma che la società è proprietaria di otto mucche, con un'opzione sull'acquisto di un'altra. Nel frattempo tu uccidi le due mucche perché il latte è cattivo.

AMBIENTALISMO: Hai 2 mucche. Il governo ti vieta sia di mungerle che di ucciderle.

FEMMINISMO: Hai 2 mucche. Loro si sposano e adottano un vitellino.

TOTALITARISMO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e nega che siano mai esistite. Il latte è messo fuori legge.

POLITICAL CORRECTNESS: Sei in rapporto (il concetto di "proprietà" è simbolo di un passato fallocentrico, guerrafondaio e intollerante) con due bovini di diversa età (ma altrettanto preziosi per la società) e di genere non specificato.

CONTROCULTURA: Ehi, capo... tipo che ci stanno due mucche. Oh! Devi proprio farti un tiro di 'sto latte.

SURREALISMO: Hai due giraffe. Il governo ti costringe a prendere lezioni di fisarmonica.

WINDOWS 95/98: Hai bisogno di un po' di latte: provi a mungere una vacca, ottieni il messaggio "Errore generale di protezione al corno FFFFF, se il problema persiste contattare il fornitore del bovino", e ti si impiantano tutte e due le vacche. Su Internet trovi che è possibile aggiornare i drivers, scaricando il file "Cow_OK.dll", di 18 mega. Dopo un paio d'ore di modem, lo inSTALLI, fai ripartire le vacch... pardon, il sistema, il quale non riconosce più le mammelle. Allora devi reinSTALLARE tutto daccapo: formatti (a bastonate) le vacche, installi WIN95, a quel punto provi a mungere, e ottieni latte rancido. Abbatti le due vacche e vai in vacanza all'Hotel Flamingo...

5月17日

Giustificazione per assenza causa infortunio

Giustificazione per assenza causa infortunio

 

Egregio Direttore,

Con la presente notifico la mia impossibilità di recarmi al lavoro avendo, purtroppo subito una frattura composta del membro (mi sono rotto il cazzo).

A documentazione della situazione allego una radiografia.

 

Distinti saluti

Tormento

Allegato:

Immagine Röntgen

 

4月11日

Arrestato Provenzano


Il boss dei boss Bernardo Provenzano è stato arrestato. E' stato arrestato a Corleone, in Sicilia. Era latitante da più di 40 anni.

3月31日

Apophis

Lungo 390 metri, è stato scoperto lo scorso anno
Apophis, l'asteroide-killer della Pasqua 2036
Potrebbe colpire il pianeta tra 31 anni ma la certezza si avrà solo nel 2029, quando forse sarà troppo tardi per tentare di deviarlo
 
Si chiama Apophis, è lungo 390 metri e potrebbe colpire la Terra tra 31 anni. È l'asteroide 99.942, già conosciuto come 2004MN4. Gli esperti avevano già dato l'allarme per un suo possibile impatto con la Terra nel 2029, poi calcoli più accurati lo hanno escluso. Ma nuovi dati ancora più precisi hanno spostato l'allarme a domenica 13 aprile 2036, che ha la particolarità di essere il giorno di Pasqua. Niente paura, però: le possibilità di impatto disastroso restano comunque basse inoltre allarmi simili dati per altri asteoridi sono rientrati una volta eseguiti calcoli più accurati sulla traiettoria.
 
Gli scienziati che studiano i cosiddetti asteroidi Neo
(Near-Earth Objects, ciò gli oggetti che passano vicino alla Terra) sono un po' preoccupati. Nel corso di un loro recente incontro a Londra hanno ribadito che non è una questione di «se» un oggetto Neo cadrà sulla Terra, ma di «quando». Anche se non è detto che sia Apophis. Che, secondo calcoli preliminari, cadrebbe alle 21,20 (ora di Greenwich) in un'area compresa tra l'Arabia e il Giappone, o tra il Madagascar e la Nuova Guinea, o in Siberia. Secondo altri calcoli colpirebbe l'oceano Pacifico tra la California e le Hawaii. I danni sarebbero comunque ingenti.
In un successivo incontro avvenuto la scorsa settimana, Andrea Carusi, presidente della Spaceguard Foundation, ha detto che un'eventuale missione per modificare la traiettoria di Apophis dovrebbe essere pianificata ora. L'impatto infatti potrebbe essere terrificante, pari alla potenza di 65 mila bombe atomiche come quella esplosa su Hiroshima. Nel 2013 si avranno dati più sicuri, ma solo venerdì 13 aprile 2029, quando Apophis (che prende il nome greco del dio egizio del male e della distruzione Apep) passerà a soli 36.350 km dal nostro pianeta, si avrà la sicurezza se la Pasqua del 2036 sarà il giorno dell'Apocalisse oppure se il Giorno del Giudizio sarà rimandato a data da destinarsi.vorrei dirvi che il commento appena letto sia una cosa inventata da me, ma sulla sx del mio blog, sotto la voce "siti da visitare" cliccate sulla parola "apophis" per collegarvi direttamente all'articolo originale sul corriere della sera.
                             buona fortuna
                                       tormento
3月14日

NAPOLI

Annegata nell'illegalità, strozzata dal traffico e dall'abusivismo, umiliata dal servilismo e dal clientelismo, Napoli muore: ma siccome muore da troppi anni nessuno ci fa più caso. "Napoli è un caso a parte", "Napoli è sempre stata così": se Napoli è unica ed eterna, allora non ci riguarda e comunque nulla si può cambiare. La verità sta sotto gli occhi di tutti, bastava andare a vederla: Napoli ha, elevate a potenza, malattie molto simili a quelle del resto d'Italia. Il suo problema più grave non è la camorra: è l'immoralità e la vigliaccheria della politica, che fa affari, che cerca il consenso costi quel che costi, che fa finta di non vedere.
3月9日

o_o

Mio padre aveva lavorato nella stessa azienda per dodici anni. Poi lo licenziarono per sostituirlo con un computer grosso così.
 Fa tutto ciò che faceva mio padre,... ma meglio. La cosa più deprimente è che mia madre ha abbandonato la casa e ne ha comprato uno.
 
第 1 张,共 15 张